Del modo di conoscer la natura de'caualli et le medicine appartenenti a loro. Diuise in tre libri da M. Agostino Colombre ..


Columbre, Agostino



Scheda bibliografica e localizzazioni delle copie cartacee

Note e approfondimenti

Agostino Columbre (San Severo, Foggia, metà del XV sec.) nacque molto probabilmente intorno alla metà del sec. XV come sostennero Ercolani, Schraeder, Hering e poi ribadì anche Nicola Checchia nel suo articolo "Un maniscalco del '400" (in: Il moderno zoojatro, 1,1918, p. 203-207). Delle sue vicende personali si sa ben poco, neppure la data di nascita anche perchè a San Severo, in seguito a due saccheggi (il primo del 1467 ad opera di Ferdinando d'Aragona, il secondo del 1496 ad opera di Virgilio Orsini e degi Aragonesi), i registri parrocchiali andarono distrutti (i più antichi ritrovati risalgono solo al 1584). Nicola Checchia, rifacendosi all'Hering, a Delprato e al Villani, ricorda che probabilmente il Columbre fu giovanissimo a Venezia, dove insegnò chirurgia umana ed esercitò come chirurgo. In seguito fu chiamato da Carlo V, come medico presso la corte. Ci rimase poco, tornando presto a Venezia e poi passando a Napoli, sotto di Ferdinando d'Aragona. Checchia afferma di aver cercato informazioni presso gli archivi veneziani, ma senza buon esito, motivo per cui dice di ignorare a quale fonte Delprato, Hering e Villani abbiano attinto le notizie biografiche di cui sopra. Per quanto riguarda l'opera di Colombre si ricorda che ebbe nel giro di pochi anni ben sei edizioni: la prima col titolo L'opera de manischalcia de maistro Augustino Columbre (Napoli, Francesco del Tuppo, 1490) di cui si conserva un esemplare in buono stato presso la Biblioteca universitaria di Messina, proveniente dalla "casa professa della Compagnia del Gesù", come affermò sempre Checchia; la seconda col titolo Incomincia il libro de maistro Augustino Columbre maneschalco de Sancto Severo dedicato al invictissimo Re Ferdinando De Ragona suo signore... (Venezia, Guglielmo de Fontaneto, 1518) edizione piuttosto rara, di cui si conserva un buon esemplare alla Biblioteca nazionale di Napoli; la terza, la quarta e la quinta, rispettivamente del 1536 (presente a Firenze e a Modena), del 1547 (presente a Firenze ed Ancona) e del 1561 (presente anche a Bergamo alla Bibl. "A. Maj") sono sempre veneziane; la sesta pare sia una sorta di rifacimento a scopo di volgarizzamento della prima e reca il titolo Del modo di conoscer la natura de cavalli et le medicine appartenente a loro. Divise in tre libri da M. Agostino Colombre maniscalco a San Severo (Venezia, Alessandro de' Vecchi, 1622). Per consultare online le edizioni del 1518, 1536 e 1547 si veda Gallica (digitando nella stringa Auteur il nome dell'autore, nella forma"Colombre"). L'Ercolani conobbe l'opera di Columbre con l'edizione del 1547, che definì brutta, tuttavia in sintonia con i maggiori studiosi tedeschi (Heusinger, Gessner, Schraeder, Hering), primi estimatori di Columbre ben più degli italiani stessi (tra gli storici di cose pugliesi, come Matteo Fraccacreta, il Tito, Vincenzo Gervasio, e Francesco De Ambrosio, nessuno si occupò di Columbre), riconobbe a Columbre molti meriti tra cui l'essersi occupato di anatomia, fornendo la prima vera descrizione anatomica del bue e del cavallo; l'aver scoperto l'esistenza di una malattia quale il diabete mellito nel cavallo, l'aver scoperto e descritto la "contorsio uteri", l'attorcigliamento a spirale della cervice uterina e altre distocie materne nella vacca; l'aver praticato per primo la tenotomia sottocutanea e la nevrectomia del "buccinatorius".



Crediti

La scansione è tratta dagli esemplari conservati presso la Biblioteca Centralizzata di Medicina Veterinaria "G.B. Ercolani" della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna.
Il progetto scientifico è stato realizzato dalla Prof.ssa Alba Veggetti Direttrice della Biblioteca Centralizzata di Medicina Veterinaria "G.B. Ercolani".
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La digitalizzazione dell'opera è stata realizzata dal CIB - Centro Interbibliotecario dell'Università di Bologna.