Dizionario ragionato di veterinaria teorico-pratica ed erudita del conte Francesco Bonsi nel quale si contiene tutto ciò che può aver relazione a quest'arte. Tomo primo-quinto


Bonsi, Francesco



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Scheda bibliografica dell'edizione on-line

Note e approfondimenti

Francesco Bonsi, figlio del conte Giuseppe, governatore pontificio di Lugo di Romagna e di Celidonia Porzi, nacque il 21 o 23 maggio 1722 a Lugo di Romagna e morì a Rimini il 23 gennaio 1803. Studiò dapprima a Rimini con maestri locali, tra cui Giovanni Bianchi, medico ed erudito. Il Bonsi manifestò ben presto interesse particolare per le materie naturalistiche, tuttavia, per accontentare i genitori si laureò in "utroque iure", dedicandosi comunque sempre alla biologia e, in particolare, alla veterinaria. Bonsi occupò un posto di rilievo tra i pionieri della veterinaria scientifica proprio per il suo tentativo di saldare le conoscenze biologiche già acquisite con l'empirismo tradizionale, per assicurare alla veterinaria una salda base anatomo-fisiologica. Dal 1744 al 1758 fu a Roma, diventando primo cavallerizzo e maestro di camera del Card. Ferroni. Nel frattempo proseguì con i suoi studi di biologia, eseguendo autopsie su animali morti per malattia ed aprendo una scuola di veterinaria, la prima di cui si abbia notizia. A tal proposito sia il Cittadella che il Delprato sostengono che, appunto grazie a Bonsi, in Italia l'insegnamento della veterinaria precedette anche la fondazione delle scuole francesi. Nel 1751 pubblicò a Rimini le Regole per conoscere perfettamente le bellezze e i difetti de' cavalli (in 4°). Seguirono poi altre opere, tra cui la Lettera d'un cocchiere ad un suo figlio, in cui gli dà alcuni utili avvertimenti necessari per esercitare con lode la propria arte (Rimini, 1753, in 8°), le Lettere ed opuscoli ippiatrici, o sieno intorno la Medicina de' Cavalli, con l'aggiunta d'una breve famacopea ippiatrica, o sia scelta di ricette per curare i loro mali, ed un Compendio ipposteologico, o sia Breve trattato sopra le ossa del cavallo di Giuseppe Antonio Venturini (Rimini, 1756, in 8°), Il dilettante di cavalli istruito dal Sig. Conte Francesco Bonsi, dove si tratta del governo, delle malattie e della medicina de' cavalli, con un Compendio anatomico di Giuseppe Antonio Venturini (Venezia, 1757, in 8°), Maniscalco istruito nella medicina pratica (Rimini, 1767-73). Dal 1754 al 1769 fu di nuovo a Rimini, dove partecipò alla vita pubblica cittadina, ricoprendo alte magistrature. Nel 1769 fu chiamato a Napoli dal principe di Francavilla e qui aprì un' altra scuola di veterinaria. Lavorò anche a un Manuale del maniscalco (Rimini, 1774), e ad un testo di Istituzioni ippofisiologiche, rimasto incompiuto ed inedito. Nel 1782 tornò a Rimini e vi fondò una sua scuola, pubblicò altri scritti, si occupò delle misure atte a fermare il progresso di un'epizoozia proveniente dalla Dalmazia. Lo stesso fece per un'altra epizoozia nel 1796. Altri scritti di quegli anni sono: Riflessioni intorno all'epidemia degli animali bovini insorta ne' territori di Cavarzere e di Padova (Rimini, 1783), Istruzione veterinaria per maniscalchi e coloni sulla presente epidemia contagiosa de' buoi (ibid. 1786), Istituzioni di mascalcia conducenti con brevità e chiarezza ad esercitare con sodi fondamenti la medicina de' cavalli (1786), Saggio delle malattie esterne ed interne de' buoi (1719). Ricordiamo anche il Dizionario ragionato di veterinaria teorico-pratica ed erudita, rimasto inedito ed interrotto per la morte del Bonsi. Doveva trattarsi di un'opera che, se terminata, sarebbe riuscita una vera enciclopedia sulla materia.



Crediti

La scansione è tratta dagli esemplari conservati presso la Biblioteca Centralizzata di Medicina Veterinaria "G.B. Ercolani" della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna.
Il progetto scientifico è stato realizzato dalla Prof.ssa Alba Veggetti Direttrice della Biblioteca Centralizzata di Medicina Veterinaria "G.B. Ercolani".
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La digitalizzazione dell'opera è stata realizzata dal CIB - Centro Interbibliotecario dell'Università di Bologna.