Opera di d. Giuseppe D'Alessandro duca di Peschiolanciano divisa in cinque libri. Ne' quali si tratta delle regole di cavalcare, della professione di spada, ed altri esercizj d'armi, con figure di briglie, torni, e bisce, ed altro a cio appartenente: con


D'Alessandro, Giuseppe



Scheda bibliografica e localizzazioni delle copie cartacee

Note e approfondimenti

Nato a Pescolanciano nel 1656, morto a Napoli nel 1711, Giuseppe D'Alessandro fu tipico esponente della nobiltà meridionale seicentesca ancorata agli ideali eroico-cavallereschi ormai in declino. Praticò "la gran professione di cavallo e spada", che insieme alla caccia, alle giostre, ai pomposi omaggi resi seguendo la rigida gerarchia nobiliare, scandivano le giornate dei nobili locali in un cerimoniale immutato. Nel 1711 venne pubblicata a Napoli dal figlio Ettore, l'edizione postuma di quest'opera, che comprende sonetti, lettere e trattati di vario genere; l'immagine idoleggiata del cavallo, centro di un singolare microcosmo equestre, costituisce l'elemento coordinatore della raccolta, che alterna sonetti amorosi e d'ispirazione filosofica a rime esaltanti le glorie e virtù dei nobili quadrupedi, a trattati sul modo di curare le loro infermità e persino incisioni dei marchi delle razze più pregiate del Regno di Napoli. L'autore dedica odi ed inni alla sella, alla staffa, allo sperone. L'opera è conosciuta anche come Pietra di paragone, Opera di G. D'Alessandro.



Crediti

La scansione è tratta dagli esemplari conservati presso la Biblioteca Centralizzata di Medicina Veterinaria "G.B. Ercolani" della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna.
Il progetto scientifico è stato realizzato dalla Prof.ssa Alba Veggetti Direttrice della Biblioteca Centralizzata di Medicina Veterinaria "G.B. Ercolani".
E' vietato riprodurre o duplicare le immagini consultabili nel sito senza l'autorizzazione scritta della Biblioteca proprietaria.
La digitalizzazione dell'opera è stata realizzata dal CIB - Centro Interbibliotecario dell'Università di Bologna.